Regole per scrivere un libro – 1: leggere per scrivere

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Non esistono regole per scrivere un libro. Però…

Regole per scrivere un libro: essere un buon lettore

Abbiamo già detto che non esistono regole per scrivere un libro: è questa la vera regola numero uno.

Gli scrittori, la scrittura seguono vie misteriose.

Non ci sono due scrittori che usino lo stesso metodo. Alcuni, per esempio, attraverseranno la prima stesura di storia, poesia o romanzo senza cambiare una parola.

Per loro l’urgenza è di inchiodare l’essenza della nuova opera sulla pagina il prima possibile: cambiamenti e sviluppi seguiranno nelle stesure successive.

Altri affrontano la prima stesura in modo diverso. Non possono lasciare una frase trasandata, un paragrafo impacciato, un personaggio non completamente sviluppato alla stesura successiva: devono risolvere subito qualsiasi problema. E le stesure successive sono dedicate a perfezionare ancora altri problemi, oppure sempre gli stessi, ancora e ancora.

Ma l’esperienza che unisce tutti è la lotta per creare la prima stesura.

E come potrebbe essere altrimenti?

Il terrore

Se stai scrivendo un romanzo stai cercando di tirar fuori dall’etere una storia; di catturare qualcosa che ancora non esiste, qualcosa che esisterà solo creandola. E ogni volta – sì: ogni volta – chi sta scrivendo è terrorizzato dal primo paragrafo, la vista della minacciosa pagina bianca.

Anche (anzi, no: soprattutto) dieci romanzi più tardi, c’è sempre la stessa paura: che il pozzo dell’ispirazione si sia prosciugato.

Che questa volta non mi si presenti nessuna storia, che nessuna storia mi colpisca l’immaginazione così tanto da esigere di essere ascoltata, vista, raccontata.

Ma se sono paziente, aperta, se mi concedo il tempo per riflettere, per ascoltare, per essere ricettiva, la storia arriverà.

Scelti dalle storie

Come ho detto prima, perché è vero per quanto riguarda la mia esperienza, non sono gli scrittori a scegliere le storie: sono le storie a scegliere noi scrittori. Per me, anno dopo anno, è stato così, e ho cominciato a credere in questo processo.

Ma che cosa facciamo noi scrittori per essere scelti dalle nostre stesse storie?

Per me l’esercizio più importante per essere uno scrittore è quello di essere un buon lettore.

Quando penso alla mia vita da lettrice – iniziata all’età di cinque anni e ancora molto attiva – capisco quanto siano stati i libri scritti da altri ad aiutarmi nel concepire una idea personale dello scrivere. Credo che non ci possa essere un sostituto, in questo processo, all’essere una lettrice appassionata.

Libri, libri, libri

Si comincia spesso a scrivere ammirando il modo in cui sono scritti i nostri libri favoriti. È con le nostre letture che cominciamo a imparare qualcosa su stile, trama, caratterizzazione dei personaggi. E sulla suspense: che cosa è ciò che mi costringe qui, a girare febbrilmente una pagina dopo l’altra?

Leggere: leggere molto e attivamente è ciò su cui si fonda l’essere scrittore.

Con attivamente intendo l’imparare a prestare attenzione a come gli altri scrittori abbiano creato e “costruito” i libri che amiamo. Prestare attenzione alle ragioni per cui ci piace, in quei libri, ciò che ci piace: che cosa fa funzionare la trama, che cosa rende autentici i personaggi. Una volta che riesci ad affrontare un libro in questo modo cominci a essere sulla buona strada.

Per anni ho evitato di abbandonare un qualsiasi libro prima di averlo finito. Adesso sono un po’ più esigente: il tempo è prezioso. Ma, in qualche modo, il mio istinto era giusto. Scoprire ciò che non ti piace è importante tanto quanto lo scoprire che cosa vuoi fare: lettura e scrittura in fondo sono talmente una questione di gusto. Ho partecipato a eventi di Book Club in cui i lettori rischiavano di venire alle mani.

Possono essere d’accordo sul fatto che qualcosa è scritto bene o scritto male.

Possono discutere su punti di forza e punti deboli. Possono ammirare, dissezionare, destrutturare.

Ma ciò che definisce il loro responso nei confronti di un libro è la risposta alla domanda:

Mi piace?

E non ci sono regole per questo. O, se ce ne sono, devi cominciare e continuare a costruirle da solo.


Fatemi sapere che cosa ne pensate – il vostro feedback è ben accetto!


Catherine

Foto: Noel Hillis

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Catherine Dunne scrittrice - foto Noel Hillistra una vita e l'altra