Regole per scrivere un libro – 5: trovare la trama

 In Diario, News

Nella serie di post dedicati ai suggerimenti su come scrivere un libro arriviamo alla trama e ai suoi “componenti”.

Trovare la trama – e non perderla – quando si ha a che fare con la famigerata prima stesura può essere un affare complicato.

Avete già il nucleo della storia che volete raccontare, e la trama è il motore che muoverà quel nucleo attraverso la storia.

Quindi è importante sezionare quel nucleo fin dagli inizi, per capire quali sono gli elementi di cui la vostra storia sarà composta.

Anche rispetto a questo aspetto, ho sempre trovato utile, nelle prime fasi di stesura, scrivere un abbozzo di dove credo che la storia dovrebbe condurre.

Se non altro, mi lascia l’occasione di riderci su quando avrò visto quanto lo sviluppo si sia allontanato dall’idea originale.

Una volta che la storia comincia a raccontarsi nella scrittura non ho idea di dove andrà a parare. Tutto sta nella creatività e, credetemi, è la parte più divertente dell’intero processo.

I piani dello scrittore

Le divergenze di cui parlo sono, credo, qualcosa di molto simile al vecchio detto:

Se vuoi far ridere Dio, raccontaLe i tuoi piani.

E così, se volete far ridere uno scrittore, aspettate fino a quando non abbia finito la prima stesura e poi mostrategli i piani che si era dato prima di cominciare a scrivere, confrontandoli con le direzioni che la storia e i personaggi si sono dati da soli.

Ovviamente in questo c’è un pizzico di esagerazione: niente accade senza che lo scrittore lo voglia.

Ma il punto è che, una volta iniziato il processo organico di scrittura, ogni sorta di idea comincia a fluire, portandovi in direzioni che non avevate immaginato.

Qualche volta queste nuove eccitanti direzioni si rileveranno essere una strada a fondo chiuso; altre volte diventeranno una autostrada a quattro corsie che vi condurrà verso destinazioni inimmaginate.

Come accorgersi se la nuova direzione è “giusta”?

Non c’è modo di saperlo, se non procedendo con la scrittura.

Recentemente mi sono imbattuta in questa citazione:

Porta idee regali, intrattienili come re, perché uno di loro potrebbe essere il re.

Mark Van Doren, poeta americano, 1894-1972

Così, una volta che abbiamo riconosciuto e individuato tutti gli elementi che ci eravamo proposti per la trama, non resta da fare altro che stenderli sul metaforico tavolo e…

E poi?

Come possiamo ordinarli in qualcosa che somigli a un tutto coerente e autentico, tanto per noi che scriviamo quanto per i nostri perspicaci lettori?

Scrivere un libro con Aristotele

Aristotele era dell’opinione che ogni tragedia ha bisogno di un inizio, uno sviluppo, una fine.

Questo vale anche per le nostre storie, ma non significa che si debba necessariamente seguire questo ordine.

Il mio suggerimento, sempre per quanto riguarda le fasi iniziali, è di scrivere le scene, gli episodi che vi piacciono di più: un litigio, un incidente, un incontro non pianificato.

Una scena in cui qualcuno finisce con il cuore spezzato, per esempio, o si sente tradito, o furioso.

La chiave è il conflitto.

Mettete due personaggi in una stanza vuota, cominciate a farli parlare, guardate che cosa accade: guardate come la vostra trama si sviluppa.

Il consiglio che si dà agli aspiranti scrittori è quello di ‘scrivere di ciò che si conosce’ – ma potrebbe essere limitante, se preso alla lettera.

Il compito dello scrittore è di conoscere le emozioni umane: non c’è bisogno di avere avuto esperienza diretta di qualcosa, per scriverne.

Ma ciò di cui avrete certamente bisogno è di coltivare l’empatia (eccola di nuovo), così da comprendere come potrebbe essere per il vostro personaggio affrontare quella rabbia, un bruciante senso di perdita, oppure un desiderio travolgente di vendetta.

Scrivere le varie scene è come preparare i singoli riquadri di una coperta patchwork: quando sono pronti, devono essere organizzati e riorganizzati, ancora e ancora, fino a quando non si raggiunge la giusta visione d’insieme.

Il trucco, naturalmente, è quello di cucirli insieme senza mostrare i punti di cucitura.

Nel frattempo, l’unico imperativo rimane quello di continuare a scrivere.

Continuare a tenere in esercizio i muscoli ricordando che

tutta la scrittura è riscrittura.


Fatemi sapere che cosa ne pensate – il vostro feedback è ben accetto!


Catherine

Foto: Noel Hillis

In English

Showing 10 comments
pingbacks / trackbacks

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt
Catherine Dunne scrittrice - foto Noel Hillisun terribile amore