Il tour italiano: Pisa Book Festival e San Piero a Grado

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‘Be Irish’ era la parola d’ordine del Pisa Book Festival per chi sarebbe venuto a Pisa dall’ 11 al 13 Novembre scorsi. Abbiamo ubbidito!

L’Irlanda era il Paese ospite d’onore a Pisa quest’anno e il nostro ambasciatore, Bobby McDonagh, ha aperto il festival con la dichiarazione che, mentre l’Irlanda non ha mai invaso alcun Paese, siamo invece

una ‘superpotenza della letteratura’.

E a quanto pare gli organizzatori del PBF concordano su questa affermazione: nei tre giorni del Festival – grandissimo e ben organizzato – ci sono state dozzine di incontri con autori italiani e irlandesi: hanno “invaso” Pisa Eimear McBride, Caitriona Lally, Conor Fitzgerald, Julian Gough, Cormac Millar e Barry McCrea.

Nel mio discorso di apertura ho parlato dell’importanza del trascendere e annullare i confini – politici e psicologici – rispetto al costruire muri.

L’accento posto sull’Irlanda permetteva di mettere in campo temi che abbiamo esplorato e di cui abbiamo discusso, quali i pericoli posti dalla Brexit, la minaccia posta da Donald Trump come normalizzatore di odio e discriminazione, il ruolo delle arti nella formazione di una identità nazionale inclusiva e positiva.

Gli organizzatori hanno fatto sentire noi irlandesi assolutamente benvenuti.

Ci siamo resi ben conto di come sia complessa la logistica del Festival, e tutti noi abbiamo ammirato e apprezzato le capacità e il calore di Lucia Della Porta, la direttrice del PBF, e di tutto il suo team.

I giovani volontari sono stati sempre tanto infaticabili quanto assolutamente cortesi.

Anche il pubblico è stato eccezionale – sono accorsi in massa e c’è stato molto tempo per parlare con loro e firmare autografi.

È stato veramente un privilegio e un onore essere parte del Pisa Book Festival: sono nate molte nuove connessioni tra Irlanda e Italia. Grazie a tutti coloro che sono stati coinvolti nell’evento e nella sua organizzazione:

ci avete fatto sentire a casa!

Sono sicura che, ora che è tutto finito, gli organizzatori avranno bisogno di qualche giorno di ferie, prima di lanciarsi nella preparazione del prossimo Pisa Book Festival: benvenuta al nuovo Paese ospite, la Finlandia!

Anche il tempo ha sorriso al Pisa Book Festival, le condizioni erano perfette per un giro di questa bellissima cittadina, tra la Torre Pendente e il Battistero, i Lungarno e Piazza dei Cavalieri. Il sole sembrava riscaldare la pietra attorno a noi, sotto un cielo glorioso, blu cobalto.

Ma il mio luogo preferito è stato il Campo Santo. Questo antico cimitero, al margine della Piazza dei Miracoli, solo a pochi passi dalla Torre Pendente, mi ha rubato il cuore.

È stata una gioia poter vivere l’eleganza dell’architettura, il silenzio, l’immobilità contemplativa del luogo.

Non lontana da Pisa, la chiesa di San Piero a Grado, risalente al X Secolo.

La chiesa si trova in corrispondenza di un antico porto vicino alla bocca dell’Arno.

Si ritiene che San Pietro, nel suo viaggio da Antiochia a Roma, fosse approdato qui; leggenda vuole che quello della chiesa di San Piero sia stato il primo altare in terra italiana, l’origine della stessa chiesa che esiste ancora oggi.

È una vera e propria gemma architettonica. Le mura esterne sono costellate dalle copie delle ceramiche originali provenienti da Tunisia, Egitto, Marocco e Sicilia. Gli originali, con i loro colori brillanti, sono invece custoditi al Museo Nazionale San Matteo a Pisa.

L’interno della chiesa, invece, emana una placida semplicità. Sono ancora visibili, quasi come fantasmi, i resti di affreschi risalenti al XIV Secolo.

Dopo Pisa e San Piero, Livorno e l’incontro con Giampaolo Simi all’ Ex-Cinema Aurora – potrete leggerne presto su questo stesso blog.

E poi, le mie riflessioni sulle bellissime giornate a Firenze e Arezzo…

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