[vc_row full_width=””][vc_column][vc_column_text css_animation=””]Sono stata molto felice di scrivere per Amica un testo che accompagnasse il meraviglioso portfolio di Charles Fréger dedicato alle “Donne del Nord”: Ritratti di Signore.[/vc_column_text][vc_separator][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=”552″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][mk_blockquote font_family=”none”]Uno sguardo sul loro mondo interiore, sulla loro vita interiore, a volte così dolorosamente privata.[/mk_blockquote][/vc_column][/vc_row][vc_row full_width=””][vc_column][vc_column_text css_animation=””]Mentre guardo le meravigliose foto di Charles Fréger, mi torna subito in mente mia nonna. I cappelli che portava, ormai più di cento anni fa, la dicevano lunga sulla sua posizione e sulla condizioni economica di suo marito.
Nello stesso modo queste giovani donne ci parlano delle loro vite, e lo fanno attraverso i loro cappelli e le loro cuffie, le loro gonne e i loro grembiuli: chiedono l’attenzione di chi le sta guardando.
Ci mostrano la ricchezza delle forme e del tessuto, così da offrirci uno sguardo sul loro mondo interiore, sulla loro vita interiore, a volte così dolorosamente privata.
Queste donne hanno una presenza quasi scultorea che si staglia contro il paesaggio. Hanno un contenimento, una immobilità che sembrano decisamente avere origine dalle loro radici, da chi sono e da dove vengono.[/vc_column_text][vc_separator][/vc_column][/vc_row]
