Tour italiano per il lancio di ‘Come cade la Luce’: Livorno e Firenze

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Dopo l’evento di Venezia sono tornata a Livorno. Ero già stata lì in precedenza, dopo il Pisa Book Festival del 2016, e me ne ero innamorata. Ho dei buoni amici, lì, e questo fa sempre la differenza.
Invitata da Massimiliano Roveri (aka Max O’Rover), ho preso parte a una piacevolissima serata all’Ex-Cinema Aurora. Il locale: originale, amichevole, particolare, e i gestori, Annalisa e Giacomo, ti fanno immediatamente sentire a casa.

Le poltrone del vecchio cinema sono ancora là, assieme a cartelli stradali irlandesi. C’è persino una ottima Guinness alla spina.

L’occasione era una ‘Cena con la scrittrice’ l’8 febbraio, ovvero per il mio compleanno: avevano preparato persino una torta e il “castagnaccio”!

I miei ringraziamenti vanno a Maria Grazia Mati, che ha condotto l’intervista dedicata a ‘Come cade la luce’. La serata è stata informale e piacevole, con una grande affluenza di pubblico.

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L’Ex-Cinema Aurora sarà anche la sede di una nuova iniziativa. Ormai tra solo qualche settimana si terrà il Numero Zero del San Patrizio Livorno Festival, dedicato alla celebrazione dei legami culturali e letterari tra Irlanda e Italia.

Il santo in persona pare sia approdato da qualche parte sulla costa, vicino al porto di Livorno. Ora questa sarebbe proprio una bella storia…

L’anno prossimo, a marzo del 2019, il Festival comincerà sul serio. Date un’occhiata a questo spazio per ulteriori aggiornamenti: alcuni scrittori irlandesi di spicco hanno già dato la loro adesione per il 2019 e si configura come un’occasione interessante ed inclusiva.

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La fine del viaggio mi ha vista a Firenze: prima all’Enoteca Alessi, dove abbiamo trascorso un incantevole pomeriggio, accompagnati da alcuni cocktails Bushmills, finger food e la simpatia di Antonella Tarchi.

Alessi è una specie di grotta di Aladino per buon cibo e vino. È sempre un piacere tornare alla sua calda accoglienza.

Ed è sempre un piacere anche, incontrare i lettori desiderosi di discutere l’esperienza della lettura e di parlare dell’importanza dei libri nelle loro vite.

E mi convinco sempre di più del potere che ha la letteratura di cambiare la vita della gente.

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E quanto all’argomento del cambiare la vita, il mio ultimo incontro ha avuto luogo alle Librerie Universitarie fiorentine.

L’evento è stato organizzato presso la libreria capitanata da Giampaolo Pampaloni da alcune instancabili donne di ConsapevolMente: Valentina Solari, Felicia Sorbo, Anna Crisci, Letizia D’Angelo e Cristina Tinacci.

La loro organizzazione è impegnata a segnalare la pandemia della violenza contro le donne a cui assistiamo in questi giorni, e a puntare il dito contro gli attuali comportamenti sociali.

Questi sono sempre argomenti difficili. Abbiamo discusso del fatto che la violenza contro le donne è un continuum: dal casuale commento sessista, al tocco non voluto, alla violenza sessuale fino allo stupro. Al femminicidio.
Abbiamo parlato della graduale affermazione del movimento #MeToo, e di come sia ora iniziato un dialogo essenziale. Silenzio, diniego, voltarsi dall’altra parte sono tutte parti di una collusione tossica, come abbiamo visto nelle rivelazioni da Hollywood nei mesi recenti.

Faccio le mie congratulazioni a Consapevolmente e ritengo di grande valore il lavoro che fa. La risposta principale ad una cultura che svaluta le donne, e che è così pervasiva da risultare quasi assente a volte, è di rompere il silenzio.
È stato un privilegio partecipare a questo evento.

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È stato strano, dopo questa lunga esperienza, tornare a febbraio a Dublino e a una vita più tranquilla; tornare alla scrivania, alla vita di tutti i giorni. E a una nuova impresa creativa.

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