Dublino, 29 settembre 2015.
L’estate in Irlanda è una delusione continua: continuiamo ad aspettare e sperare che le cose vadano meglio.
Il che, spesso, non accade, mentre abbiamo ormai sprecato il tempo, aspettando.
L’autunno, invece, non promette niente, ma spesso offre giornate sfolgoranti, piene di colore e di speranza.
Mi succede spesso di iniziare un nuovo lavoro in autunno: chissà, forse è una reazione dovuta ai tanti anni passati come insegnante.
Adoro il basso profilo dell’autunno, adoro il fatto che non faccia promesse mirabolanti. E le lunghe serate sono tempo prezioso per riflettere.
La parentesi estiva è chiusa, è tempo di iniziare un altro romanzo.