Note sulla pandemia

note sulla pandemia - foto: Edward Arnold, TCD

L’altro giorno la mia amica Martina mi ha inviato alcune fotografie. Le ha inviate senza commenti, senza dire dove erano state scattate.

Ero perplessa mentre le scorrevo. C’erano dei gradini di granito che sembravano familiari. Una vecchia porta di legno. Un prato fiorito. Le fotografie erano pervase da uno strano tipo di assenza. Sembrava un contesto urbano, ma non potevo esserne sicura.

Di sicuro, si trattava di un posto deserto.

Deserto se non fosse stato per la volpe. Completamente a casa, indifferente, la volpe si aggirava per questo spazio che, finalmente, inizio a riconoscere. È chiaro dall’ultima foto. Si tratta della Front Square del Trinity College, in pieno centro a Dublino.

Foto: Edward Arnold, TCD

Un luogo normalmente affollato di studenti, un luogo di rumori, movimento ed energia costanti.

Quella volpe era l’ennesimo tra quegli inquietanti segni che ci mostrano come le nostre vite siano tanto cambiate. E così in fretta.

Foto: Daniel Ferrick, TCD

Ho voluto scrivere questo post per rimanere in contatto con i miei lettori e amici italiani. Ogni settimana pianifico due letture su YouTube, il martedì e il giovedì sera, ma sono consapevole che ascoltare le letture di un romanzo in una seconda lingua non è sempre un’esperienza piacevole.

Per coloro che vogliano unirsi a me, ecco il link. Inoltre, sono coinvolta nel Bealtaine Book Club: prossimo appuntamento, insieme a Mia Gallagher, il 29 maggio.

Ed eccomi qui. Avrei dovuto essere a Livorno a metà marzo, al San Patrizio Livorno Festival 2020. Speravamo di offrire al pubblico italiano le gioie della musica irlandese, moderna e tradizionale, nonché della letteratura e affascinanti esplorazioni del cibo e identità.

Ebbene, sappiamo tutti come è andata a marzo. Così tante di quelle che erano le nostre normali attività, molto di ciò che erano le nostre vite tutti i giorni, doveva essere abbandonato a causa della pandemia.

Le mie più sincere condoglianze a tutte le persone che abbiano perso qualcuno, in questi mesi strani e difficili.

È stato però davvero incoraggiante vedere quanti scrittori, musicisti e artisti di ogni genere si siano organizzati, ovunque, per cercare di portare un po’ di luce nella vita delle persone in questo periodo buio.

Dai cantanti d’opera sui balconi dei loro appartamenti in Sicilia, ai musicisti tradizionali irlandesi come Colm Mac Con Iomaire su YouTube, agli scrittori che leggono il loro lavoro con organizzazioni nate ad hoc come The Holding Cell: il senso di essere una comunità artistica è davvero fiorito in Irlanda durante questo periodo, in un mix inebriante di sfida e ottimismo.

Le persone – tantisisme! – hanno seguito le letture, le esibizioni, le proiezioni. Potrebbe essere un piccolo conforto, di fronte alle sfide che tutti ora dobbiamo affrontare, ma libri e musica e film e teatro alimentano quella parte intima di noi stessi che può staccarsi dalle realtà che ci circonda, almeno per un po’.

Le arti ci regalano uno spazio interno in cui ritirarci, anche quando non possiamo uscire da casa.

Nelle prime settimane di presenza del Covid19 tra noi, tutti quelli che conosco hanno avuto problemi a concentrarsi.

La maggior parte di noi non riusciva nemmeno a leggere; sicuramente, non siamo riusciti a scrivere. La TV sembrava essere l’unica via di fuga.

Avevamo bisogno di fantasia, umorismo, qualcosa che ci permettesse di essere semplicemente dei partecipanti passivi: “patate da divano”, almeno per un po’.

Era come se l’ansia e l’incertezza fossero una presenza fisica nell’aria che respiravamo.

Ora, con il graduale allentamento delle restrizioni, sembra che potremo entrare in una nuova fase. La creatività sembra di nuovo più possibile.

I poeti sufi persiani hanno un adagio per tempi come questi:

anche questo passerà.

E passerà. Nel frattempo, stai bene, stai al sicuro, sii gentile.

Foto di Edward Arnold, TCD; Daniel Ferrick, TCD.

Corsi di scrittura e eventi tra Italia e Irlanda

laboratorio scrittura - Catherine Dunne

“Agosto è un mese malvagio” secondo Edna O’Brien.

E settembre, che è appena iniziato, dovrebbe invece chiamarsi il mese indaffarato.

Prima del calendario giuliano del 45 a.C., settembre era il settimo mese dell’anno. Ora, ovviamente, è il nono, e tra i suoi numerosi compiti è quello di segnalare per noi la fine dell’estate, l’inizio dell’anno scolastico e di molte altre attività .

Festival e presentazioni di libri cominciano a comparire accompagnandoci in autunno, e questo senso di ricominciare è palpabile. Non mancano corsi, seminari e laboratori, e lettori avidi in tutto il mondo iniziano a pensare seriamente a diventare scrittori.

Quest’anno, sabato 21 settembre, sono stata invitata dall’Irish Writers’ Centre a prendere parte all’iniziativa “Propel“:

Un corso intensivo di una giornata durante il quale esploreremo – tra molti altri argomenti – il ruolo dell’ispirazione, il “Contratto” dello scrittore, gli inizi e il rimanere motivati ​​quando il gioco si fa – perché è così – duro.

Trascorreremo un pomeriggio tra esercizi progettati per nutrire i tuoi impulsi creativi e una sessione di dibattito sulla continua evoluzione attuale del settore librario, in un mix di pratica, creatività e filosofia: partecipa, concediti un nuovo inizio da scrittore, fai di questo settembre il mese in cui il tuo manoscritto diventi una realtà.
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Di nuovo a Livorno!

E, parlando di Workshop, non vedo l’ora di essere di nuovo a Livorno il 10 novembre di quest’anno. Terrò, ancora una volta, un seminario di scrittura creativa per chi non è madrelingua inglese.

Con l’aiuto di interpreti, esploreremo come si inizia a essere uno scrittore; come far “vivere” e respirare personaggi immaginari, come e dove trovare gli “ingredienti” essenziali di una trama. Questo è un seminario introduttivo: non è richiesta alcuna precedente esperienza di scrittura creativa.

Chiaramente, è richiesta una buona conoscenza dell’inglese: ma ci saranno traduzioni a portata di mano per chiunque abbia difficoltà e, appunto, gli interpreti. Tutto ciò di cui hai bisogno è la volontà di metterti in gioco e il desiderio di mettere la penna sulla carta. In realtà, come ho notato in occasioni simili in precedenza, lavorare creativamente in una lingua che non è la lingua madre è spesso più facile, soprattutto agli inizi, perché ci si sente più liberi.
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Irlanda

Tornando all’Irlanda, sono lieta di essere ospite questo mese del festival The Write Time, ospitato dalle biblioteche dell’area di Fingal.

Prenderò parte a una tavola rotonda con le colleghe scrittrici Lia Mills e Hilary Fannin. L’evento si svolgerà nella biblioteca di Blanchardstown l’11 settembre alle 18.30. Insieme a Orla Lehane di Fighting Words, esploreremo le lotte e i pericoli affrontati dalle donne che lavorano per i diritti umani in tutto il mondo. Discuteremo la raccolta di saggi “Yes, We Still Drink Coffee!”, Recentemente pubblicata da Front Line Defenders in collaborazione con Fighting Words. Se sei in Irlanda, unisciti a noi per quella che promette di essere una discussione vivace e stimolante.
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Milano

Sarò poi di nuovo in Italia, a Milano, il 15 settembre, per il festival “Il tempo delle donne”. https://27esimaora.corriere.it/il-tempo-delle-donne/ospiti/
Questo festival, che si articola in diverse manifestazioni durante tutto il mese, si focalizza quest’anno su questioni etiche, filosofiche e culturali che circondano le percezioni del corpo delle donne.


La mia intervista, che si svolgerà il 15 settembre, esplorerà i temi del mio ultimo romanzo, “Come cade la luce”. Insieme a Roberta Scorranese, parlerò della solitudine, della politica, della religione e delle dinamiche familiari, in particolare per quanto riguarda la vita delle donne di oggi.
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Il 28 settembre sarò a Bray per partecipare all’eccellente Bray Literary Festival.
Un festival che ha davvero qualcosa per tutti i gusti.
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Il mio settembre terminerà a Kilmore Quay domenica 29. È la quarta edizione di questo fiorente festival e sono felice di prendervi parte intervistata da Sue Hubbard, poeta, e scrittrice: domenica mattina dalle 9.30 alle 11.00.

Inoltre, faciliterò un seminario la stessa domenica pomeriggio. Il seminario si concentrerà su come possiamo ritagliare il tempo per scrivere; come ci motiviamo a fare quei primi passi importanti per sederci e diventare creativi; e come riusciamo ad andare avanti quando le cose si rivelano difficili.
Situato in una splendida posizione sul mare, questo è un modo meraviglioso per completare le attività di un mese molto intenso.
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Due parole in più sul corso di scrittura creativa a Livorno e sul prossimo San Patrizio Livorno Festival

un importante PS a proposito dell’Italia e del prossimo San Patrizio Livorno Festival: tieni d’occhio la pagina ufficiale del San Patrizio Livorno Festival #SPLF 2020, perché i nostri ospiti d’onore saranno annunciati molto presto!

Verso il San Patrizio Livorno Festival

san patrizio livorno festival

17 gennaio: mancano esattamente due mesi al giorno di San Patrizio e due mesi meno due giorni al lancio del San Patrizio Livorno Festival, a marzo.


Una nuova impresa, dopo il “Numero Zero” del 2018, per il festival di cultura irlandese che raggiunge nel 2019 la sua maturità e torna il 15, 16 17 marzo nel bellissimo spazio dell’Ex-Cinema Aurora, appunto a Livorno.


Il festival è una iniziativa di ‘Creative HQ’, di cui facciamo parte io, Massimiliano Roveri (aka Max O’Rover) e Federica Sgaggio, a cui, per questo progetto, si uniscono Michele Marziani e Federico Platania, presenti al Festival e coinvolti anche nel Flash Fiction Contest come giurati.


Per il 2019 è stato preparato un entusiasmante mix di eventi, tutti con l’intenzione di celebrare la cultura irlandese.


Avremo una sorta di “match letterario” tra due grandi scrittori che esplorano il genere noir: John Banville e Marco Vichi. Ci confronteremo insieme su come il noir possa aiutarci a esplorare il presente attraverso la lente del passato. Ci immergeremo nei caratteri complessi e contraddittori dei loro personaggi principali, il commissario Bordelli e l’anatomo patologo Quirke. Ci interrogheremo sulle ragioni dell’enorme popolarità della letteratura noir ai nostri giorni.


In un Festival che promette varietà nei suoi eventi ci sarà anche musica (torneranno i The Fireplaces, si esibirà la Esperanto GipsyFolk Band); saranno annunciati i vincitori del San Patrizio Livorno Festival Flash Fiction Contest; Federico Platania ci racconterà il rapporto tra la scrittura di Beckett e la pittura di JB Yeats; un atto unico inedito sarà portato in scena.


La formula “a cena con gli Autori” sarà,nelle varie serate, l’occasione per un confronto informale tra gli scrittori e… i loro lettori.


E finalmente il San Patrizio Livorno Festival vedrà la presentazione ufficiale di una nuova iniziativa culturale, sognata da Massimiliano (Max) Roveri: il Dublin Tarot Project: un ambizioso progetto culturale di ispirazione appunto dublinese ma dalla portata europea, progetto su cui stiamo lavorando con John Banville a Dublino.


Il primo risultato del progetto è il trio di storie create da John Banville, Marco Vichi e me, storie scritte per il Festival e appunto ispirate ai Tarocchi. Storie che solo chi sarà presente al Festival potrà ascoltare.

Non aggiungo altro, se non il mio invito al #SPLF 2019.