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Il tour italiano: Livorno, Ex – Cinema Aurora con Giampaolo Simi

[vc_row][vc_column width=”2/3″][vc_column_text]E, dopo un bellissimo Pisa Book Festival, ho proseguito, in compagnia di due buone amiche, verso Livorno. Un viaggio breve, fatto senza fretta: finalmente un po’ di calma dopo il bellissimo – ma frenetico – PBF.
Adoro prendere parte ai festival: da sempre.

La mia vita è in gran parte solitaria, poter incontrare i lettori e altri scrittori è uno degli immensi piaceri dello scrivere. Ciascun evento letterario è una storia a sé, ma so sempre che cosa aspettarmi: le chiacchiere con gli intervenuti, le nuove amicizie, scoprire posti nuovi.

Ma non sapevo proprio che cosa aspettarmi dall’evento di Livorno.

Non ero mai stata a Livorno, naturalmente ero interessata a visitare la città: in fondo gli scrittori non sono altro che animali curiosi a livello terminale, soprattutto riguardo a nuovi luoghi e nuove persone da incontrare. Mi sono piaciuti il porto e la zona della ‘Venezia’, che prende il nome della città veneta a causa dei suoi canali. Ho passeggiato per la città notando le differenze – e le analogie – con Dublino.

Le persone impegnate nella vita di tutti i giorni. Studenti al ritorno da scuola.

Sapevo che la sera sarei stata ospite dell’Ex-Cinema Aurora, dove erano state organizzate una cena e una successiva chiacchierata informale in compagnia di Giampaolo Simi.

Ero molto curiosa: non avevo idea di come un ex-cinema potesse essere stato trasformato in un pub – ristorante, e contemporaneamente potesse essere uno spazio eccentrico e originale per eventi letterari e concerti.

Ma l’Aurora è stata una delle più belle sorprese che abbia mai avuto.

C’era una atmosfera Irish, con cartelli di città irlandesi alle pareti, la Guinness alla spina, e un benvenuto da parte di tutto lo staff dal calore eccezionale.

La serata – e la nottata – sono state bellissime. In perfetto stile irlandese, nessuno voleva andarsene.

Ricordava la vecchia battuta di quel publican:

‘Ma non avete una casa a cui tornare!?

C’era una genuina, informale atmosfera di divertimento: una atmosfera che ho apprezzato tantissimo.

I proprietari, Giacomo e Annalisa, e l’intero staff sono stati perfetti accompagnatori per tutta la serata. Una trentina di persone era presente alla cena, a dir poco superba: ottimo il cibo, ottimo, naturalmente, il vino.

La qualità è stata incredibilmente alta – qualcosa che ti aspetteresti in un ristorante ‘stellato’, con tovaglie di lino e camerieri tanto professionali quanto distanti.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”902″ img_size=”large”][vc_single_image image=”903″ img_size=”large”][vc_single_image image=”900″ img_size=”large”][vc_single_image image=”904″ img_size=”large”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Ma all’Aurora tanta qualità era accompagnata da un ambiente assolutamente informale, tra chiacchiere che ci hanno fatto sentire parte di una famiglia: una esperienza veramente magica.

Anche il resto della serata, con le persone che si sono aggiunte per l’evento, è stata interessante e divertente: amichevole, leggero, vivace. Insieme a Giampaolo Simi abbiamo discusso delle analogie e differenze tra Italia e Irlanda.

Abbiamo discusso di cibo e musica, e del fenomeno dei ‘fish and chipper’ italiani nell’Irlanda degli Anni Quaranta e Cinquanta.

Non direttamente dall’Italia, perché la rivendita di pesce e patatine fritte non esisteva nella cultura italiana, ma probabilmente passando dal nord dell’Inghilterra, dove molti emigrati italiani erano già arrivati, prima di proseguire per l’Irlanda.

La loro difficoltà iniziale con la lingua ci ha regalato l’espressione ‘uno e uno’, uno di pesce e uno di patatine – una espressione che usiamo ancora oggi.

E tutte quelle famiglie che iniziarono ad aprire fish and chip in Irlanda venivano tutte da un solo Paese: Casalattico, nel Lazio. Sembra che ci siano circa ottomila italo – irlandesi con antenati in quella zona.

Gli intervenuti alla serata sono stati molto attenti e coinvolti. Abbiamo poi avuto una sessione di domande & risposte, moderata da Massimiliano Roveri.

Giacomo mi ha regalato un grembiule con il logo dell’Aurora, che ho indossato orgogliosa a una cena con amici e famiglia dopo la partita contro gli All Blacks.

Se solo il risultato della partita fosse stato diverso…

E se solo la cena fosse stata buona come quella di Giacomo!

Spero di tornare presto, all’Aurora. E se siete in zona, non perdetevela!

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la serata![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_gallery interval=”3″ images=”900,901,902,903,904,905″ img_size=”large”][/vc_column][/vc_row]

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